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  1. Racconti Porno
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  2. Un Capodanno Indimenticabile Con Mia Cugina Sara!

    By Ares il 17 Aug. 2014
     
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    Stavo giocando con il fuoco. Poteva svegliarsi in un momento qualunque. Ma fu piú forte di me. Vederla su quel letto, in tutto il suo splendore, decisi comunque di toccare le tette di mia cugina assumendomi tutti i rischi. Aiutato da qualche bicchiere di vino in piú a tavola, iniziai a palpeggiarla. Nonostante la sua leggera maglietta ed il reggiseno, non potevo non percepire che lí sotto, mia cugina Sara, aveva due grandi meloni. I suoi seni riempivano completamente le mie mani. Erano belle sode per la loro grandezza, ma allo stesso tempo morbide. Toccarle era un piacere. Sentivo il mio pisello crescere negli slip. Se si fosse svegliata, trovare una scusa per quello che stavo facendo, sarebbe stata dura. Ma erano anni che cercavo di scoparmi mia cugina, anzi, le mie due cugine.

    Sara aveva una sorella, Rita. La prima volta che mi avvicinai al fisico di loro due, anzi, alla loro fica, fu quando ancora frequentavo le superiori. Era un pomeriggio che andai a trovarle a casa loro e per passare il tempo, decisi di fare uno strano gioco, dove a turno dovevamo toccare le parti intime dell'altra. In altre parole, una masturbazione reciproca. Ma questa storia forse qualcuno di voi l'ha giá letta. Per chi non l'avesse fatto o per chi semplicemente volesse rileggerla, vi rimando ad un mio racconto del passato dal titolo: "Le Mie Prime Masturbazioni".Ma torniamo a quella sera, anzi, partiamo proprio dall'inizio, prima che entrassi nella stanza per toccare il toccabile di quel gran pezzo di fica di mia cugina.
    Era la sera di un Capodanno recente, quest'anno, l'anno prima ancora, non importa il tempo. La certezza é che eravamo giá belli che adulti. Sopra gli "enta" e molto vicini agli "anta"! Come quasi tutti gli anni, a rotazione, trascorrevamo i pranzi e le cene delle festivitá in famiglia, a casa. Quell'anno andammo tutti, compresa mia cugina Sara, la sorella ed i genitori, per il cenone del 31 Dicembre, da mia nonna. Come sempre passammo la serata a tavola, tra primi, secondi, contorni e bevende a non finire. Per poi trascorrere il tempo, in attesa della mezzanotte del nuovo anno, tra tombole, carte e bevende alcoliche varie. La serata passó velocemente e verso le tre di notte, uno alla volta, iniziammo a prendere la direzione delle nostre rispettive abitazioni. La famiglia di mia cugina, che arrivava dalla Puglia, rimase a dormire a casa di mia nonna. Mentre Sara e Rita, dato che i posti letto erano finiti, vennero rispettivamente a casa mia e di mio fratello.
    Durante il tragitto in auto, notai che Sara era letteralmente distrutta, ma notai anche che aveva due gambe lunghissime ed abbronzate, tipiche delle ragazze del Sud. Anche il suo seno era bello prosperoso, la cintura di sicurezza della mia auto evidenziava le sue grandi forme, passando in mezzo allo spacco delle sue tette, divideva "in due" il seno sinistro da quello destro. Bisognava essere onesti, mia cugina era u...

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    Last Post by Ares il 17 Aug. 2014
     
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  3. Mi hanno chiavato la moglie incinta

    By Ares il 10 Aug. 2014
     
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    Quello che mi è successo quella sera,lo ricordo come in un sogno e,se non avesse cambiato radicalmente il corso della mia vita e del mio matrimonio,avrei difficoltà a credere che sia davvero avvenuto ed avrei difficoltà persino,a raccontarlo in perfetto anonimato in questo sito,tanto è incredibile.

    Ero sposato con Laura da due anni e dopo,vari,inutili tentativi,era finalmente rimasta incinta.

    Quando ci siamo sposati,Laura era una bella ragazza.

    Niente di chè,naturalmente!

    Una ragazza "normale" come ce ne sono tante.

    Bella di una bellezza non appariscente ma,con tutte le cose(curve,viso,capelli,pelle etc.)al posto giusto che,anche se non la rendevano una miss,le davano comunque,l'aspetto di una bella ragazza acqua e sapone.

    Aveva però,un non sò ché di magnetico e misterioso che faceva sì che gli uomini ne venissero attratti.

    A tutti pareva una cosa inspiegabile,soprattutto alle sue amiche più belle e vanitose che si vedevano sfuggire i maschi che la preferivano nonostante l'evidente differenza di bellezza,avvenenza e sfacciata disponibilità.

    Io stesso,ne sono stato attratto e incredibilmente,mi ha scelto tra mille pretendenti.

    Quando l'ho sposata,non era più vergine ma,la cosa non mi aveva stupito nè preoccupato più di tanto giacché riteneve che la verginità non fosse un valore da custodire e consegnare in dote al futuro compagno,marito o amante che fosse.

    Quella sera,nonostante il vistoso pancione di sette mesi,avevamo deciso di andare al ristorante.

    Era stata una serata davvero deliziosa,infatti,in quel locale eravamo molto conosciuti e,oltre ai proprietari,anche molti avventori si erano avvicinati per complimentersi per l'imminente,dolce evento.

    La gravidanza poi,aveva reso mia moglie più bella ed i suoi occhi che splendevano come smeraldi illuminati dal verde delle sue pupille,attiravano su di noi gli sguardi ammirati anche di quelli che non ci conoscevano.

    Verso la fine della serata,da una saletta appartata,sono usciti due nostri vecchi conoscenti.

    Dopo i saluti di circostanza,benchè fosse già tardi,mia moglie li ha invitati a prendere un drink a casa nostra.

    In verità,la cosa mi aveva stupito alquanto,io ero un pò alticcio ed immaginavo che anche lei fosse stanca vista l'ora tarda ed il suo stato.

    A casa,si sono accomodati tutti in salotto mentre io mi sono recato in cucina a preparare da bere e qualche salatino.

    Al mio rientro in soggiorno,ho notato che,i due giovanotti si erano spostati dalle loro poltrone e si erano seduti accanto a mia moglie sul divano.

    Incredibilmente,quella visione aveva fatto esplodere i miei battiti cardiaci e contemporaneamente,ho sentito pulsare ed indurire il mio membro.

    Io stesso,sono rimasto colpito ed impressionato da quella mia inusuale reazione.

    Indubbiamente,non avevo la mente particolarmente lucida però,inspiegabilmente,anzichè sedermi...

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    Last Post by Ares il 10 Aug. 2014
     
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  4. La furia di mia cognata

    By Ares il 10 Aug. 2014
     
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    Tra i mille lavori che feci nella mia vita, ci fù quello di Agente di Commercio, tra primavera ed estate del 2008.
    Una brutta esperienza lavorativa, che durò pochi mesi e che mi costrinse saltuariamente a soggiornare in un appartamentino di mio suocero a Pescara, così da poter risparmiare soldi in benzina e ore di lavoro.
    Fu brutta perchè mi trovai in una zona piena di casini creati dall'agente prima di me, e per me che ero alle prime armi era un'impresa ardua quanto impossibile.

    Così 1 settimana su 2 andavo lì, e me ne stavo ogni sera da solo a sistemare le mie carte e contemplare il guaio in cui mi ero cacciato.

    Meno male che in quel periodo di angoscia e tristezze mi capitò qualcosa di straordinario, che non ho mai raccontato a nessuno, per paura delle conseguenze..


    Un giorno di quelli, penultima sera che dormivo lì, quindi giovedì, rientrai verso le 20.00, fuori c'erano 35°C e un'afa che non si respirava, non vedevo l'ora di stappare la birra davanti al ventilatore, in mutande.
    Appena entro in casa vedo la tv accesa ed il suono del rubinetto del lavandino del bagno tutto aperto, ed anche la sua porta era aperta.
    Piano piano mi avvicino, curioso di sapere chi diavolo mi fosse entrato in casa; quando arrivo sulla soglia della porta del bagno, guardo dentro e chi mi trovo?
    C'era mia cognata in mutande china sul lavandino a lavarsi le ascelle, con le sue belle tettone a penzoloni.
    Non sapevo che fare, mi veniva d'istinto quello di salutare, cosciente del fatto che però non dovevo stare lì a guardare, dovevo far finta di niente e andarmene via, ma non riuscivo a togliere lo sguardo verso quelle tettone che oscillavano a penzoloni sul lavandino, ero proprio imbambolato.

    Mia cognata è una tipa un pò particolare, per niente brutta ma neanche di tutta questa bellezza, una ragazza giovane, allora ne aveva 24 credo, un pò ribelle, anzi con un bel caratterino di merda, il culone un pò abbondante ma neanche eccessivo, tutto sommato di bella forma, ma con due belle tettone così grandi che al vederle ti dimentichi tutti i suoi difetti. Anche il suo aspetto curato le regalava qualcosa; metallara, sempre vestita un pò dark, ma coi capelli sempre lisciati color biondo platino, con 2 ciocche nere davanti, una bella bambolina nel suon complesso.
    Io ci andavo quasi daccordo, ogni tanto qualche discussione, ma quasi sempre daccordo, scherzosi e giocherelloni; a lei piaceva e piace tuttora fare la bambina, intendo nel modo di parlare e di scherzare, giocherellona.

    Rientrando in quella situazione, proprio mentre stavo tornando in me e mi decidevo a sparire da lì prima che mi vedesse, finisce di lavarsi e si gira per prendere l'asciugamano e alzando lo sguardo mi vede.
    Non vi dico il sobbalzo seguito dall'urlo che fece, si prese una paura pazzesca, quasi dal buttarmi per terra a ridere, ma lei era seminuda quindi rimasi muto con faccia sorpresa.
    Mi riconobbe al volo ...

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    Last Post by Ares il 10 Aug. 2014
     
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  5. La nuova assistente

    By Ares il 10 Aug. 2014
     
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    “Non se ne parla! Non se ne parla proprio!”
    “Ma dai, amore, non fare scenate inutili. E’ lavoro”
    “Lavoro un corno! Non se ne parla e basta!”
    Sono le 21 di una calda sera d’estate. La cena è appena terminata e con mia moglie ci stiamo attardando sul terrazzo parlando del più e del meno. Il discorso, come spesso accade in questo ultimo periodo, è caduto sul fatto che, essendo da poco stato promosso direttore, devo trovarmi una nuova assistente. Stavo disquisendo sul fatto che dovrò cominciare a informarmi con l’ufficio del personale, leggere qualche curriculum, incontrare qualche possibile candidata, cominciare, insomma, la selezione.
    “Te lo detto, la voglio vedere e scegliere io la ragazzina!”
    “Smettila di scherzare! Il gioco è bello finchè dura poco. Davvero, ma cosa stai pensando? Qui si tratta di lettere, fogli excel, email. E poi”, la provoco “anche se fosse, come faremmo? Come la organizzeremmo? Dovrei portarle qui per il colloquio?”
    “No, carino. Te lo dico io come facciamo: tu comincia a portare a casa i CV che li voglio vedere. Li voglio leggere, valutare e poi ti dico io chi convocare per un colloquio. Ah, mi raccomando: fai sapere a quelle sgallettate dell’ufficio del personale che i CV devono essere corredati da foto!”.
    “Non se ne parla neppure. A me sembra un’assurdità”
    “Intanto, tu fai come ti dico”
    Inutile discutere con mia moglie. Inutile. Quando comincia a lanciare fiamme da quei suoi occhi scuri, è inutile continuare nella discussione.
    E così, nei giorni a seguire, alla sera prima di lasciare l’ufficio, avevo preso l’abitudine di infilarmi in borsa i CV delle candidate e lei aveva trascorso le sere leggendoli, analizzandoli, prendendo appunti.
    “Questa”. Sobbalzai sul divano da dove stavo, distrattamente, guardando un documentario storico in bianco e nero. “Come?” “Questa. Voglio vedere questa”.
    Onestamente cominciavo a pensare che il tutto, ormai, si fosse ridotto a un gioco. Una simpatica “sparata” con l’obiettivo di mettermi in difficoltà e innervosirmi. Invece, seria, seria, mi indica il CV di una morettina.
    27 anni. Laurea in lingue. Qualche esperienza di poco conto in un call center. Attualmente è impiegata come contabile a tempo determinato presso un mobiliere della Brianza.
    Sorride nella fotografia. Occhi scuri. Non si vede molto altro.
    “Come voglio vedere? Io la devo intervistare, mica tu”. Provo a ribattere.
    “Smettila. Sei sordo o fingi di non capire. Io la voglio vedere. Le voglio parlare. Voglio capire che tipo è oltre questa fotografia che trasmette quest’immagine da santarellina e queste quattro righe da brava ragazza acqua e sapone. Tu fai così: la chiami e organizzi il colloquio per venerdì sera alle 19 nel tuo ufficio. Il venerdì sera, in ufficio non c’è mai nessuno. Tutti fuggono in fretta per il fine settimana. Io arrivo dieci minuti prima e quando lei arriva la intervistiamo insieme”.
    “Ma sei fuori? E con quale diritto tu andresti a in...

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    Last Post by Ares il 10 Aug. 2014
     
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  6. Mia Moglie in Palestra

    By Ares il 6 Aug. 2014
     
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    Mia moglie Mara frequentava una palestra sita sotto la N/abitazione di un nostro amico che insegnava arti marziali spesso all'ora di chiusura senza che aspettar che tutti gli allievi finissero le docce, lasciava le chiavi a mia moglie considerato che anche lei si faceva la doccia, una sera lei finì di farsi la doccia e passando davanti agli spogliatoi degli uomini sentì dei gemiti pensando che qualche ragazzo si sentisse poco bene aprì leggermente la porta dello spogliatoio trovandosi di fronte ad una scena inaspettata.

    All'interno dello spogliatoio c'erano due allievi nudi su di una panca in posizione 69 che stavano sbocchinando i ragazzi non si accorsero che mia moglie li spiava e per oltre 5 minuti continuarono succhiarsi i cazzi poi quello che stava sotto si mise in ginocchio a 90° l'altro gli andò dietro e gli infilò il cazzo nel culo, a quel punto mia moglie entrò nello spogliatoio e si sfilò l'accappatoio mostrandosi ai due dicendogli non vi piace la fica ed avvicinandosi a quello in ginocchio un biondino senza peli di nomr Luca che sembrava una puttanella, gli prese la testa e la portò vicino alla sua fica dicendogli leccamela.

    Le si dispose sotto il ragazzo in posizione 69 e prese a succhiargli il cazzo mentre l'altro ragazzo lo stava inculando, lei alternava succhiate al ca<<o di Luca a leccate alle palle dell'altro Ivano, quindi invitò i a vestirsi e di continuare a casa nostra, verso le 22,45 sentii bussare alla porta pensando che mia moglie avesse dimenticato le chiavi andai ad aprire nonostante ero nudo e mi stavo segando guardando un DVD porno, lei entrò seguito dai ragazzi istintivamente mi misi le mani sul cazzo, mia moglie mi tranquillizzò non ti preoccupare ai due piace il cazzo.

    I ragazzi sfilarono le tute rimanendo nudi ci sedemmo tutti e tre sul divano mentre mia moglie si spogliò anche lei, quindi estrasse dal cassetto il cazzo di gomma che usava per incularmi e l'allacciò in vita, quindi rivolgendosi a Luca gli disse mettiti in ginocchio sul tappeto, il ragazzò eseguì, lei gli andò dietro e con due colpi secchi gli infilò il cazzo di gomma nel culo facendolo sussultare dal dolore io gli andai davanti e gli misi il mio cazzo in bocca da succhiare, mentre Ivano andò dietro mia moglie che inculava l'amico e gli infilò il suo cazzo nella fica bagnata.

    Poi Ivano sfilò il cazzo dalla fica di mia moglie e l'appoggiò al buco del culo quindi glielo sprofondò tutto dentro pompandola, dopo un po' mia moglie rivolgendosi a Ivano gli disswi adesso vai ad inculare mio marito, il ragazzo mi venne dietro e mi appoggio la capella al buco del culo, io ne favorii l'ingresso allargandomi il culo con le mani, il ragazzo rivolgendosi a me disse ti piace il cazzo nel culo e lo spinse dentro.

    Poi io mi sostituii a mia moglie e mi portai dietro Luca gli aprii il buco del culo con le mani e vi infilai il mio cazzo dentro, mentre l'amico gli infilò il cazzo ...

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    Last Post by Ares il 6 Aug. 2014
     
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  7. 3 Maschi in Casetta

    By Ares il 2 Aug. 2014
     
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    buonasera. Il racconto che vi sto per narrare è realmente accaduto.. Sono Lorenzo (nome fantasia). Contattando in internet qui e là ricevo una proposta particolare; un incontro con 2 ragazzi sulla 30ina! Subito titubante non so se accettare o meno ma alla fine vado, incuriosito dalla situazione! In macchina mi portano in una piccola casetta, sembrava una baita molto piccola, con all interno un materasso una tv un mobiletto e un attaccapanni. Molto povera ma carina e perfetta per questo genere di incontri! Cercavo esperienze bsx ( è successo 2 anni fa) e loro 2 erano carini e giovani. Io ne avevo 23. Be x rompere il ghiaccio ho fatto la prima mossa, mi sono lanciato nel letto e mi sono tolto le scarpe; loro 2 si sono subito posizionati vicino a me, che intanto mi ero messo in posizione fetale! c siamo spogliati rapidamente e in un attimo, mi sono eccitato dam orire, mi sentivo una troia! volevo quei 2 cazzi, uno normale l altro decisamente largo. Be li succhiavo e segavo con foga, assuefatto dagli odori e dalla durezza dei loro cazzi! Dopo 5 minuti mi dedico a quello normale e l altro inizia a segarmi e a bagnarmi il culo.. Da troia mi sn messo a gattoni e lui lavorava meglio bagnamdomi a non finire; mi fermai dicendo che non l avevo mai preso dietro (verissimo) così mi lubrificò con olio tirato fuori da comodino. Mani ovunque finchè quel cazzone largo cominciò a tastare il terreno ed esplorare il mio buchetto.. piano piano lo sentii entrare con calma, delicatamente, è stato bravo e si è inserito tra i miei mugolii e gemiti! faceva male cazzo. parecchio. Mi diede un po di colpi senza affondare fino in fondo senno mi avrebbe spaccato.. Godevo come una porca,li desideravo.. Dopo un po uscì dal mio culo e si misero entrambi in piedi davanti a me nudi con i cazzi eratti verso il mio viso!!! Finalmente quello normale schizzò sul mio viso e subito dopo, a ruota, l altro!! Entrambi mi sborrarono in faccia, nn aprii la bokka.. adoravo quel calore di sperma in faccia, ce n era tantissima! Nn ci misi molto a sborrare anke io fiotti ke finirono sulla mia pancia e petto!! Si sono divertiti, alle volte mi cercano ma preferisco evitare x un po... Xò è stato uno sballo... ciao!!
    Last Post by Ares il 2 Aug. 2014
     
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  8. Al ritorno da lavoro...

    By Ares il 28 July 2014
     
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    Sento la porta di ingresso aprirsi e chiudersi...i tuoi passi dietro di me. Sono in cucina, intenta ad affettare verdure da far saltare in padella. La metto sul fornello. Devo ricordarmi di accendere anche il pentolino del riso basmati. Adori il riso saltato con le verdure e il pollo a dadini. Mmhhh ecco, a metà cottura della verdura devo aggiungere anche quello....mi piace cucinare, ma tu sei anche più bravo...
    Wow....di colpo sento una mano sul cul0, che mi accarezza snuosa e si infila da sottoil vestito, poi nelle mutandine. Il tuo dito accarezza deciso la fessura fra le mie natiche. Poso il coltello e divarico leggermente le gambe per permetterti di passare più sotto. Ma ti fermi, e mi costringi a girarmi. Mi guardi negli occhi, sorridi con la tua bella bocca disegnata, e la tua espressione porc4 mi rivela che anche stasera si cena tardi. Non mi dispiace, anzi......ti spingo contro il frigorifero e ti bacio avidamente...la mia lingua gioca con la tua, e percorre il contorno delle tue labbra. Le mie mani vagano dai tuoi capelli, al collo, al petto. Inizio a sbottonarti la camicia. Non resisto, in un impeto la afferro dai due lati e te la strappo, e sorrido contro la tua bocca mentre ascoltiamo il rumore dei bottoni che rotolano sul pavimento. <che selvaggia...> mi sussurri. Intanto le mie mani stanno slacciando i tuoi jeans, che scendono portando con sé i boxer. Scalci via tutto, calzini compresi, ed ora sei nudo di fronte a me. Tengo gli occhi fissi nei tuoi mentre mi inginocchio e piano inizio a leccare il tuo glande. Lo infilo in bocca, lo lavoro con la lingua, e poi piano prendo tutto il tuo c4zzo fino in gola, sempre guardandoti. Tu socchiudi gli occhi, poggi la testa al frigo e gemi piano. Sento i tuoi sospiri e sono già eccitata. Continuo lentamente a divorare il tuo c4zzo durissimo, teso al limite. Mi tieni la testa, e mi scopi in bocca, lentamente. Dio, come sei eccitato. Ti fermi, mi costi e ti sdrai sul tappeto. Mi spoglio in un secondo. Mi accomodo sulla tua faccia, con le ginocchia a terra la passerina umida a un centimetro dalla tua bocca. Sento che sorridi, e tiri fuori la lingua che inizia piano a passare sulle mie labbra. Apro appena un po di piu le cosce, e le mie labbra turgide si dischiudono fino a rivelarti il mio clit0ride gonfio e ricettivo. Mi struscio contro la tua lingua, tu piano mi lecchi il clitoride da questa strana posizione. Le tue mani mi stringono il culett0, come quando tutto è iniziato. Le dita allargano la fessura, il tuo dito si fa spazio verso il mio buchetto. Sento che te lo inumidisci e lo riporti al mio ano, ed entri piano. Intanto mi scopi con la lingua, e io non resisto piu....mi agito sulla tua faccia ed urlo il mio orgasmo, le cosce tremanti la passerina fradicia e bollente. <amore, voglio scop4rti nel ... ...ti prego, so che non ti fa impazzire ma lasciami entrare...ti voglio....> io l'ho già fatto in passato, mi era anche piaciuto col tempo, ma tu non ci hai mai tenuto tanto ed io no...

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    Last Post by Ares il 28 July 2014
     
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  9. Lo sconosciuto del lago

    By Ares il 27 July 2014
     
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    È una giornata stupenda, una di quelle giornate che ti riscaldano il cuore. L'aria è mite e profuma di fiori e miele e il cielo è tanto azzurro da svuotare la mente di altri pensieri.

    Impossibile stare in casa!

    Mentre cammino, sento il tepore del sole sulla pelle. Una piacevole sensazione dopo l'inverno freddo, mi sembra di tornare alla vita! Le gambe nude, sotto la gonna, si sentono così libere che mi è impossibile frenarle: inizio a correre.

    Ci sono quelle giornate piene di gioia, è questa è una di quelle.

    Quando mi fermo sulla riva del lago, non faccio caso all'uomo che legge seduto sulla panchina. Me ne sto a gambe incrociate dove il prato finisce e inizia l'acqua, concentrata sul riflesso del cielo e sul silenzio intatto.

    È lui a disturbare la mia meditazione. Tossisce e io sussulto, credevo di essere sola. L'uomo è a un paio di metri da me, ha una polo e un paio di jeans e tiene un libro in mano. Non riesco a leggere il titolo. Ci provo, ma non ci riesco. Sono sempre stata curiosa di sapere cosa legge la gente, dice molto di chi ti sta davanti.

    Lui pare saperlo e per questo nasconde la copertina del libro. Proprio così, non mi sfugge il movimento della mano, seppur rapido, con cui gira il libro in modo che il titolo rimanga nascosto.

    È un bell'uomo. Un bello sconosciuto che mi sembra di avere già visto. Occhi chiari e impenetrabili, capelli folti scuri, sguardo disincantato di chi si spinge oltre.

    L'uomo tossisce e fa un commento su quanto sia bella la giornata. E io rispondo con un commento su quanto sia incantevole il lago in una giornata così bella.

    Allora l'uomo sorride e mi chiede se mi piace leggere. Annuisco, divoro libri da quando ho imparato a decifrare l'alfabeto. - Leggo di tutto! - aggiungo in un impeto d'enfasi.
    - Di tutto non vuol dire niente - ribatte lui e io ci rimango male perché lo dice in tono fermo, perché ha smontato la mia affermazione e perché il mio orgoglio di lettrice si sente colpito in pieno. Mi sento insicura.

    - Qual'è l'ultimo libro che hai letto?
    É ancora sul mio comodino, Piccole Donne. Quasi mi vergogno a dirglielo, ma lui davanti alla mia rivelazione resta impassibile. Iniziamo a parlare di letteratura, e mentre conversiamo mi scruta. Proprio così, mi osserva, mi studia, non si lascia scappare ogni mio minimo movimento. Mi sento sotto un microscopio. I suoi occhi scintillanti scavano e frugano senza un attimo di tregua. Quando finalmente li alza per posarli sull'orologio che porta al polso, mi sento spossata.

    - Devo andare - annuncia. - Ti rivedo giusto? - e mentre lo dice è così supponente che sto per ribadirgli di no. Ma la sua è una di quelle domande in cui è già insita la risposta e senza aspettare che io proferisca parola, lancia il libro che stava leggendo sul manto erboso, proprio accanto a dove sono seduta, si volta e infilatosi le mani in tasca si allon...

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    Last Post by Ares il 27 July 2014
     
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  10. le pastorelle

    By Ares il 23 July 2014
     
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    Quell'estate mia madre decise di andare a trovare dei lontani parenti che non vedeva da anni. Abitavano in una borgata sperduta fra i monti e ci si poteva arrivare soltanto a piedi. Qualche volta avevo sentito parlare di loro come gente semplice, che viveva isolata e che raramente scendeva in paese a fare la spesa. Ero curioso di fare la loro conoscenza anche perché avevo saputo che avevano due figlie, una circa della mia età e l'altra più grande. Partimmo alla mattina presto e dopo un'ora e mezza di salita faticosa arrivammo finalmente al gruppo di edifici dove abitavano. Da lontano sentimmo latrare un cane che ci aveva fiutato e mia madre che era particolarmente timorosa si strinse a me pensando che non avessi paura. In effetti non mi piacevano i cani ma la presenza di mia madre e soprattutto il possesso di un robusto bastone mi rendevano abbastanza tranquillo. Infatti vedemmo correrci incontro un grosso cane da pastore che non sembrava per niente ben disposto. Mi misi davanti a mia madre che tremava come una foglia ed attesi con un certo timore che il cane si avvicinasse. Ero pronto a combattere quando si sentì nell'aria un fischio prolungato e il cane fece rapidamente dietrofront e ritornò trotterellando sui suoi passi. Da dietro un covone di grano spuntò una persona che gridò – Venite pure avanti. Non abbiate paura.
    Non fa niente – la voce era argentina e capii che doveva essere una giovane. Quando fummo abbastanza vicini, vidi che l'autore del fischio era una ragazza alta circa come me, con i capelli rossi. La guardai con curiosità quando fummo vicini: aveva, come ho detto, i capelli rossi, le lentiggini in faccia. Portava una gonna scozzese sotto il ginocchio e un pullover. Aveva un fazzoletto in testa che le dava un aspetto da contadina irlandese. Notai che aveva delle belle gambe e che il pullover nascondeva un petto discreto. Mia madre la salutò – Giovanna, ma sei tu? Come sei cresciuta! Sei proprio una bella ragazza. E tua sorella dov'è? -Dietro alle mucche... venite . Avete fatto proprio bene a venirci a trovare, proprio ieri parlavamo di voi - Ci fece strada e seguendola ammirai anche il suo culetto a mandolino. I genitori ci accolsero con gioia - Giovanna, vai con lui a chiamare Veronica - Vieni – mi disse la ragazza dai capelli rossi prendendomi per mano. Il contatto mi elettrizzò. Uscimmo e cominciammo a salire il sentiero che conduceva al pascolo. Io la guardavo e dovevo riconoscere che era proprio bella – Hai il moroso? - le chiesi timidamente – Perché? - mi rispose – Perché... perché sei così carina - Si fermò – Grazie, anche tu mi piaci - Poi senza dire altro mi baciò sulla bocca. Io rimasi stupefatto. Era la prima ragazza che mi baciava! - Vieni – proseguì prendendomi per mano. Io la seguivo docile come un cagnolino e pensavo alla freschezza di quelle labbra che mi avevano scombussolato. Desideravo di nuovo quel contatto ma non osavo. Cominciai ad essere stanco – Fermiamoci un istante – le c...

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    Last Post by Ares il 23 July 2014
     
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